Ciao a tutti,
mi trovate qui:
CLOWN IN CORSIA
http://clownincorsia.splinder.com
PROGETTO CIRCOSTANZA
http://vip-circostanza.blogspot.com/
MISSIONI
http://missioni-vip.blogspot.com/
Arrivederci!
Maria Luisa
Sulla tua dichiarazione dei redditi metti la firma nella casella che identifica le ONLUS e riporta il codice fiscale di VIP ViviamoInPositivo Italia ONLUS: 97639380019
[ulteriori informazioni: www.clownterapia.it
ISTITUTO PENALE MINORILE FERRANTE APORTI - TORINO
Ragazzi-Gruppo Levante - 19° incontro - 4 aprile 2007
Mercoledì 15-30,17-00
Operatori clown: Aureola, Bailando, Geppetto, Maggiolina, Pepita.
Mercoledì 15-30,17-00
Da Pepita:
Premetto subito che sono onorata di scrivere io oggi…è un onore per ciò che è stato vissuto, per quello che è emerso, per le emozioni gioiose e tristi che abbiamo condiviso con i ragazzi.
Voglio iniziare con il ringraziare tutto lo staff circostanza: presenti e assenti. Credo che questo sia un nuovo inizio sicuramente supportato da tutto il lavoro fatto in questi mesi.
Oggi ho sentito un ascolto intenso e partecipato da parte di tutti, forse non sapevamo bene dove saremo giunti…ma ora sappiamo di essere sulla buona strada…
Ma iniziamo dal principio.
Ore 14-00 inizia la riunione d'equipe, valutiamo il da farsi. Oggi sarà la prima volta che portiamo la telecamera. Con le ragazze è stato un successo e sono emersi molti temi personali.
Chissà se i ragazzi saranno ugualmente predisposti ad aprirsi? Decidiamo di farci guidare da loro, vedremo se M. ha scritto del materiale che possiamo utilizzare per il video. Portiamo gli attrezzi e magari li filmiamo mentre giocolano. Lasciamo tutte le porte aperte e vediamo dove ci conducono.Come sorpresa finale lasciamo la visione del video girato con le ragazze decidendo che parti far vedere.
Ore 15-30 siamo dentro, per ora c'è solo M.B. ha le cuffie nelle orecchie, è contento di vederci, mi ricorda che la settimana scorsa non c'ero, parliamo un po' e ad un certo punto gli dico che Bailando è il figlio di Marialuisa(Aureola, ma lui la chiama Marialuisa…la zia!). Gli s'illumina lo sguardo! non ci crede! Sorride, chiede conferma a Maggiolina a Gianluca e quando entra anche ad Aureola è sorpreso e divertito dalla differenza d'altezza ripete più volte: "Che bello!"
Entrano gli altri ragazzi. C'è una nuova entrata, un ragazzo rumeno, N., mentre manca qualcun altro. Alcuni sono usciti nel frattempo ed altri sono in isolamento. Il ragazzo nuovo è un po' sulle sue, così anche l'unico italiano, C. Qualcuno si siede qualcuno vaga in piedi.
Iniziamo. Bailando pone la telecamera sul tavolo mentre tutti ci disponiamo in cerchio. Spiega che inizieremo a girare le prime riprese e chiede se qualcuno ha preparato qualcosa. M.S. ha dei fogli in mano, ha scritto due pagine al computer(*) aiutato dallo psicologo, gli altri non lo hanno ancora letto. Gli facciamo i complimenti per la produzione e lui è ben disposto a leggere quanto ha scritto, facendosi filmare.
A questo punto il nuovo arrivato inizia a ridere. M.S. con tono scontroso gli chiede cosa ci sia da ridere. Il ragazzo lo guarda e dice: "Il carcerato!" con tono sarcastico. M.S. gli risponde calmo: "Certo! Tu sei appena arrivato, ma ti accorgerai cosa vuol dire...". E nel dirlo gli dà una pacca sulla schiena come un uomo adulto con un ragazzo più giovane.
Scegliamo il posto migliore per le riprese e ci sediamo sulle poltroncine di plastica rosse che ci sono al lato della stanza. Tutti si alzano e vanno a sedersi, tranne M.B., anche lui apparentemente un po' sconcertato, ma basta che Aureola gli faccia cenno di unirsi a noi che si avvicina.
M.S. inizia a leggere. C'è silenzio. Ciò che legge non è una storia inventata, ma la sua storia, le sue riflessioni, il suo cuore… legge con tono serio e preciso, molto coinvolto… mentre legge tutti man mano si fanno seri, riflessivi…ascoltano e forse sentono che quelli sono i pensieri che tutti loro hanno …ma che difficilmente riescono ad esprimere.
L'intero scritto è scritto qui di seguito a questa condivisione, in modo che possa essere motivo di riflessione ulteriore anche per noi.
Parla di sé
Come ha dovuto imparare cos'è la pazienza...
Com'è arrivato in Italia con tante speranze ed ora si ritrova in carcere per le tante "cazzate" fatte.
... ricorda la sua vita fuori, e di come tante cose al quale non dava valore ora gli mancano.
... parla dei ritmi carcerari, di come ora sia diventato come un orologio con ritmi decisi da altri.
... Com'è difficile la convivenza con persone estranee.
... parla di come gli mancano i suoi amici
... L'abbracciare la sua ragazza…
Di come più volte ha pensato di togliersi la vita... per smettere di pensare.
Dice che da quando è in Italia pensa troppo…troppo...
Parla della sua famiglia di come sia cresciuto solo... [i suoi genitori sono morti quando aveva tre anni]
E a questo punto la voce gli trema... si ferma... ma respira e continua a leggere
... e parla del suo futuro,
di come avrà la pazienza di vivere questa permanenza
…. aiutato da ragazzi e persone "buone" che sapranno stargli vicino... aiutato dal Corano e da Dio.
... Ma lui sarà molto più bravo di me a farvi comprendere.
Al termine della lettura c'è ancora un attimo di silenzio poi parte l'applauso.
Sono palesemente commossa, torna il silenzio.
Mi avvicino a M.N. e lo ringrazio dicendo che sicuramente queste parole sono condivise da tutti , che difficilmente riusciamo ad esprimere ciò che più di profondo abbiamo dentro, lo ringraziamo perché ha saputo dare una voce al disagio.
Gli altri ragazzi sono tutti pensierosi, direi quasi ammutoliti.
Bailando chiede se vogliono vedere la ripresa e tutti accettano. Cambiamo spazio, torniamo vicino al tavolo e tutti si dispongono vicini uno all'altro per vedere e riascoltare tutto.
...
Finita la visione c'è bisogno di "sfogarsi"... le emozioni in moto sono tante e intense, così per cambiare un attimo registro (hanno già lavorato molto sulla riflessione) decidiamo di allenarci un po' in modo che Bailando possa riprendere anche tutto ciò che abbiamo imparato.
La maggioranza dei ragazzi si mette in moto, si tirano fuori palline, cerchi, e rola bola, ognuno sceglie su cosa allenarsi e su cosa vuole le riprese.
In questo momento io sono colpita da M.B. (un ragazzo tunisino) e da C. l'italiano che rimangono seduti con lo sguardo fisso.
Mi avvicino a M.B., parliamo di come sia difficile affrontare la loro realtà, di come, quando viene espressa a parole è come un pugno nello stomaco.. annuisce.
Inizia un bel dialogo…cerco di riassumerlo, ma diciamolo... non è la stessa cosa…
M.B:"Già! Infatti, io ho sempre mal di stomaco…sono troppo nervoso e mi tengo tutto dentro"
silenzio
Pepita: "Posso sapere a cosa pensi ora?".
M.B : "Certo. A mia madre. Mia madre è morta.. aveva 28 anni…e non mi ricordo quasi nulla di lei, ma la penso spesso"
Pepita: "Hai un bel ricordo di tua madre che vuoi raccontarmi?"
M.B : "Quando mi accompagnava a scuola…era molto affettuosa. Una donna alta e con i capelli biondi.. l'ho vista in foto…non me la ricordo"
Pepita "Cosa pensi che lei desiderasse per te?"
M.B : "Non lo so... ma non questo, sono stato in carcere prima in Tunisia ora anche in Italia"
Pepita: "Ora basta però…"
M.B : "Si! Ora basta…"…sorride..
Silenzio
M.B : "Mi metti un po' di musica araba?"
La cerco e trovo quella che gli piace, gli chiedo se vuole allenarsi un po' con le palline, mi risponde che aspetta ancora un attimo.
Pepita:" Quando vuoi... Quando vuoi giocolare ci sono... ed anche quando vorrai parlare ancora un po'…"... ringrazia... con il suo sorriso…
Intanto vedo tutti alle prese con diversi attrezzi... N., il nuovo ragazzo rumeno sta provando a giocolare con tre palline per la prima volta... e già riesce a fare qualche giro, Me. lancia i cerchi e ci fa invidia con l'ula-op, M. va sul rola bola, J. che è rientrato da poco (non ha sentito la lettura) ha un sorriso raggiante(pur essendo appena tornato dal processo)…l'atmosfera si è rilassata molto e da fuori siamo davvero un bel gruppo.
C'è ancora C., l'italiano che rimane sulle sue, mi avvicino e gli parlo, sta pensando che deve scontare ancora quattro anni, ha avuto il processo da poco, deve andare ancora in appello e spera di diminuire molto la pena.
C: "Ce l'hanno tutti con me perché non ho parlato, l'altro ragazzo che era con me, maggiorenne, gli hanno dato due anni in meno perché ha parlato. Dicono che non possono fare niente perché non vedono i miei cambiamenti e secondo me non hanno nemmeno letto le relazioni degli educatori. Dicono che se esco faccio subito qualche altra cazzata.
Sono chiuso, sono fatto così… ma non vuol dire che non ci penso alle cose... Io voglio lavorare, ho già un lavoro come panettiere e voglio fare quello... voglio uscire di qui.."
Parliamo ancora un po' del suo avvocato e dei vari procedimenti del suo comportamento... poi M.B. che intanto ha fatto un volo sul rola bola che ci ha fatto ridere, chiede di allenarsi con le palline così che possa essere ripreso. Mi congedo dall'italiano e iniziamo a fare passing e tre palline in due con M.B.
Quando parte a volersi allenare, M.B. non si ferma... chiamiamo Bailando per farci riprendere, ma ci rendiamo conto che è preso dal riprendere altri ragazzi che intanto si sono avvicinati all'italiano... non capiamo bene cosa stia accadendo e continuiamo.
Dopo un po' arriva Bailando con Me. e scopriamo che quest'ultimo sta intervistando tutti ragazzi chiedendo come si sentono in carcere... arriva anche da noi, M.B. risponde con piccole frasi, ma lo guarda dritto negli occhi…" Come vuoi che mi senta!"…
La nostra intervista è breve e Me. riparte verso Aureola e Geppetto che si mettono i nasi, anche Me lo indossa..lì rimane un po'.. immagino che l'intervista continui. È difficile seguire tutto… Credo che oggi ognuno ha avuto la sua personale esperienza...
Dopo un po' Bailando arriva a filmare le nostre pirobazia e M.B. mi chiede di non portare sfiga e non far cadere le palline! Nonostante ciò emozionati dalla telecamera ci cadono più volte... ma ci ridiamo su!
Tutti siamo presi dal fare qualcosa con i ragazzi, arrivano le guardie con un'educatrice che si mette a parlare con Me. e con l'italiano, arrivano anche la mediatrice e G. l'educatore, sono molto sorpresi dei saluti affettuosi che ci fanno i ragazzi (ci abbracciamo e ci baciamo prima di andar via e quando arriviamo), rimaniamo ancora un po' a chiacchierare con loro sui progressi di tutti e di come oggi abbiamo lavorato bene…
C'è una bella atmosfera, d'equipe allargata che lavora per i ragazzi ed anche loro lavorano per loro stessi.
Ultimi saluti..
I ragazzi arabi ci salutano con il loro modo: mettendosi una mano sul cuore..
Che dire…tante emozioni…
Pepita
Da Maggiolina:
La voglia di condividere è molta.
Ma soprattutto tanto è il desiderio di poter trasmettere ciò che ho vissuto oggi come educatrice, come clown e come donna.
Entrare nel Carcere è sempre un "terno al lotto": non sappiamo mai che cosa ci aspetta, chi scenderà nel salone dove facciamo attività, chi è uscito dal Ferrante, chi è incavolato o chi ha voglia di stare bene anche solo per 2 ore…
Noi ci prepariamo sempre al meglio ma così come accade 1000 volte anche in corsia, occorre avere 4 occhi, 10 orecchie e 6 cuori, aguzzando la sensibilità per carpire ogni singola emozione, paura o tensione che sia, nostra, dei ragazzi o degli agenti..
Dopo esattamente 6 mesi di Circostanza in carcere minorile mi sento di dire che l'esperienza che stiamo vivendo è un "puzzle di emozioni" fatto di equilibri precari, sorrisi conquistati e legami forti.
M.N. ieri pomeriggio ha deciso di aprire il suo cuore, si è messo in gioco, ha dato segno di grande maturità e rielaborazione del proprio vissuto…non aveva il naso rosso al collo o le palline in mano o abiti clown, ma sta crescendo in lui la consapevolezza che un pizzico di "vivere in positivo" in un luogo così oscuro come il carcere lo potrà aiutare ad arrivare alla fine di questo brutto periodo della sua adolescenza…della sua vita.
Dopo la lettura della sua lettera è calato un silenzio prezioso, in cui un vortice di emozioni ha avvolto tutti, un silenzio che è terminato con il comparire di palline, diablo e nasi rossi che sono serviti a canalizzare le energie ed i pensieri verso nuovi lidi...
Con noi i ragazzi si sentono liberi di partecipare od osservare, possono "sostare" in pace in un mondo, quello di "Circostanza", che a tratti dà loro un po' di libertà o perlomeno di scelta.
Credo che oggi 4 aprile sia stato un grande giorno per circostanza e non a caso proprio oggi sono 6 mesi da che siamo entrati all'IPM.
Una immagine mi ha colpito piu' di tutte... dopo le parole toccanti di M.N. nel giro di 1 ora mi guardo intorno e mi ritrovo, con gli stessi ragazzi che mesi fa erano i più scontrosi, a far finta di guidare una macchina che come volante ha un cerchio da giocoleria: in un attimo si scatena un rally di macchine clown... tutti ridono come pazzi quando J. prende al posto del cerchio l'hula hop e lo usa da volante... una vera e proprio gag clown…
Anche per oggi missione compiuta…
Maggiolina
Da Aureola:
emozioni forti, amarezza, tristezza e allo stesso tempo unione: unione tra noi dell'equipe Circostanza, unione tra noi e i ragazzi.
Dopo il silenzio pesante seguito alla lettura della lettera di M.S., Bailando coinvolge Me. chiedendogli di intervistare tutti mentre lui con la telecamera riprende.
Arrivano da me e Me mi chiede:
Me: Ma tu quando vieni qui e giochi con noi lo senti che siamo carcerati?
Aureola: No, io non ci penso, penso che siete ragazzi con cui stiamo facendo una attività. Sì è vero, siamo chiusi in una stanza, ma a volte anche in una scuola siamo chiusi in una stanza.
Me: Sì, ma qui è diverso, lo sai che non possiamo uscire... Ti non senti razzismo verso di noi?
Aureola: No, io ho sempre viaggiato molto, ho visitato tanti paesi e ho anche vissuto all'estero e ciò che ho visto è che se chiedi a qualcuno in qualunque paese del mondo dove sente l'amore, lui risponderà: "nel cuore", sia che sia italiano, marocchino, birmano... Non potrei essere razzista nemmeno volendo, sento che tutti siamo uguali, anche se con culture diverse, tutti vogliamo l'amore.
Me: quello che stai dicendo mi colpisce molto.
Me: Però noi siamo in carcere e questo per te cosa vuol dire?
Aureola: essere in carcere può essere visto come una punizione, un castigo, ma anche come una opportunità...
Me: cosa vuol dire "opportunità"? (non capisce bene l'italiano)
Aureola: vuol dire che stare qui può servirti a imparare cose, a conoscere persone che ci tengono a te e che ti vogliono bene, a capire che hai commesso degli errori e a evitarti di commetterne altri ancora...
Me: sì, hai ragione, qui c'è tanto tempo per pensare e riflettere.
Si spostano ad intervistare qualcun altro...
Rimango per un momento pensierosa, che belal opportunità anche per me di passare un messaggio, di fargli sentire che per me è come un figlio anche lui, che ha solo 15 anni...
Mi sposto vicino a M.B. il ragazzo tunisino, oggi è stato per parecchio tempo con le cuffie e la musica alta nelle orecchie, quasi non volesse sentire quello che diceva M.N., mi dice: "Mi hanno dato tanti mesi, devo ancora passarne otto qui dentro... e ho solo rubato una bicicletta da 100 Euro... (poi aggiunge che era una rapina e anche che spacciava)...". Lui sorride sempre con me, non poteva crecere che Bailando era mio figlio... forse lo diverte pensare che una donna della mia età giochi e sia un clown...
Gli dico che il tempo passerà presto... Per un po' fa lo scontroso, ma poi si coinvolge e gioca con le palline con Pepita...
E' una giornata strana, fuori piove, il tempo è grigio e dentro quello stanzone senza riscaldamento fa un po' freddo, ma anche se con un velo di tristezza siamo tutti "intimamente" pieni di emozioni, di calore umano...
Ora vi trascrivo ciò che ha scritto e letto a noi M.S.
Lascio volutamente gli errori di italiano, le parole in maiuscolo così come ha scritto lui...
(*) SCRITTO DI M.S.
2-4-2007
Sono veramente disperato o forse sono sfigato, oggi sono arrabbiato ma non so perché. Qui in carcere mi mancano tante cose che quando ero fuori non ci pensavo. Comunque io sono venuto qua a lavorare in buona maniera, ma qualcosa è andata male e mi sono messo a fare le cazzate che non dovevo fare, per esempio lo spaccio, le rapine e queste cose qua mi hanno fatto mancare la mia libertà e nessuno mi doveva comandare.
io prima di attraversare il mare e venire qua in ITALIA non pensavo proprio di fare questo, volevo trovare un lavoro e stare tranquillo, invece arrivato qua mi sono trovato senza lavoro, senza documenti e per questo mi sono messo a fare tutte queste cazzate.
allora quel giorno che mi hanno arrestato ero UBRIACO, non mi ricordo niente, il giorno dopo mi sono svegliato e mi sono trovato alla caserma dei carabinieri, io tranquillo: "perché sono qua?" Uno sbirro si è girato e mi fa: "Adesso te lo dice il giudice": dalla libertà in galera. Poi inizia la mia vita in carcere.
Non ho la mia libertà, mi manca tanto, mi sento solo, mi sento più lontano da tutto e mi pesa tanto il fatto di essere qui, ma veramente si paga molto caro per gli sbagli fatti.
Libertà, giovinezza e vita: le tre cose che scappano da me, che non riesco a raggiungere. qua in carcere sono programmato come un orologio, alle otto mi sveglio, alle nove scendo in attività, a mezzogiorno poi rientro in cella. All'una mangio, alle due vado all'aria, poi alle quattro in attività... sono diventato un bell'orologio.
Mi mancano tanto le mie abitudini di fuori, la mia intimità personale. Mi mancano gli abbracci delal mia ragazza, li scherzi di miei amici. La mia vita personale mi manca tanto, che qua dentro non posso averla, ma è meglio per me ... oltre la sofferenza e la mancanza di libertà.
[N.D.R. gli chiedo cosa intendesse con "è meglio per me" e mi dice che stava prendendo una brutta strada: beveva, fumava canne, spacciava... e l'essere stato fermato lo ha fatto riflettere]
Eravamo tre ragazzi, sempre felici, non ci facevamo mancare mai niente, eravamo in un posto come se fosse LA CASA DEL GRANDE FRATELLO. Questo mi manca tanto, tanto qua dentro. Non ho mai avuto fuori una pazienza come l'avuta qua, perché qua dentro ho dovuto sopportare alcune persone che mi davano fastidio, quindi è diventato tutto pesante all'inizio dopo cominciato ad abituarmi.
il mio caso è un caso a parte..., questa mia sofferenza però è anche la sofferenza di tutti i ragazzi qua in carcere.
Mi ricordo del mio primo giorno, anche il mio primo risveglio: ho aperto gli occhi visto il muro bianco ho fgirato la testa ho visto le sbarre di nuovo. Quel momento mi rendo conto che sono carcerato. I primi giorni erano troppi pesante e soffocante per me anche perché coincideva con la nostra festa dei musulmani era la festa del montone, era anche il capo d'anno, quindi stato troppo triste per me.
Dopo quattro mesi le cose sono cambiate un po', è stato triste che ho preso la condanna troppo pesante ma io sono sicuro che ce la faccio passare con qualche ragazzo bravo e con l'aiuto di Dio. ma adesso sono meno aggressivo, mi sento anche più responsabile e paziente. Comunque tagliarmi o spaccare qualcosa non serve. Ma dentro di me c'è sempre un peso e spero che il tempo passi in fretta per poter uscire al più presto. Ci sono anche due cose come la musica e il Corano che mi danno la forza di andare avanti.
Ma io da quando ho lasciato il mio paese [N.D.R. Marocco] che penso tropo, tropo e ho pensato anche ammazzarmi o impiccarmi con una corda, così non penso più punto...! però dentro di me ce sempre una cosa che mi fa stare meglio di tutti i pensieri del passato avuto almeno il pensiero del futuro. E' questo che mi ha salvato ho pensato ho detto io sono ancora giovane ciò tutta la vita davanti, anch'io voglio avre figli e voglio fare una famiglia da solo. Come tutti i ragazzi della mia età. Va bè!
Sopra tutto penso sempre ai miei genitori che mi hanno lasciato per un motivo... quando avevo tre ANNI e non so cosa fare di me, avevo una sorella che anche lei era piccola e non sappiamo cosa fare di noi. Poi siamo cresciuti un po' io mi sono arrivato a 6 o 7 anni, ho lasciato il Marocco per sempre, ho lasciato anche la mia sorella che era ancora viva [N.D.R. ci dice che è morta l'anno scorso].
Dal 1996 che ho passato tutti questi anni fuori arriva il 2007 mi trovo dentro.
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
Domenica 7 maggio ore 21.30
PIAZZA ITALIA - PADIGLIONE UNO D44
STAND NEOS EDIZIONI
Invito alla presentazione del Libro
"CLOWNTERAPIA"
di Maria Luisa Mirabella (io-me-medesima)
Venite a conoscermi!!!!