Studio Astrologia da quasi 20 anni, e più studio e più mi rendo conto che è una materia così vasta e così interessante che venirne a capo è un'impresa ardua. Quando parlo di Astrologia a chi non se ne intende, spesso mi sento rispondere: "Non credo a queste cose..."
Nell'Autobiografia del mio Maestro c'è un capitolo interessante che parla di questo argomento, Yogananda è in colloquio con il suo Maestro Sri Yukteswar e il tema è appunto l'Astrologia. Ne riporto qui di seguito alcuni passi (è troppo lungo per postarlo tutto) e vi invito a leggere l'intero libro che è uno di quei libri che nella vita bisogna leggere!
Tratto da: "Autobiografia di uno Yoghi" - Paramahansa Yogananda - ed. Astrolabio
CAPITOLO XVI - SCONFIGGERE GLI ASTRI
"Mukunda, perché non porti un bracciale astrologico?".
"Dovrei farlo, Maestro? Non credo nell'astrologia". "Non è questione di credere; l'unico atteggiamento scientifico che si dovrebbe assumere di fronte a qualsiasi soggetto è quello di sapere se sia vero. La legge della gravitazione era ugualmente attiva prima e dopo Newton. Il cosmo sarebbe davvero piuttosto caotico se le sue leggi
non potessero operare senza la sanzione della credenza umana". "I ciarlatani hanno discreditato l'antica scienza degli astri.
L'astrologia è troppo vasta, sia dal punto di vista matematico che da quello filosofico, per essere giustamente afferrata se non da uomini dalla profonda comprensione. Che gli ignoranti leggano male nei, cieli e vi scorgano degli scarabocchi invece di uno scritto, ciò è ben naturale e prevedibile in questo mondo imperfetto. Non si deve scartare la saggezza insieme ai 'saggi'".
"Tutte le parti della creazione sono congiunte fra loro e si influenzano scambievolmente. Il ritmo equilibrato dell'universo è radicato nella reciprocità", continuò il mio Guru. "L'uomo nel suo aspetto umano, deve combattere due tipi di forze diverse: primo, il tumulto dei suo intimo, provocato dalla mescolanza di elementi: terra, acqua, fuoco, aria ed etere; secondo, le forze disintegranti esterne della natura. Fin quando l'uomo combatte con la sua natura mortale, egli sottosta all'influsso degli innumerevoli mutamenti del cielo e della terra".
"L'astrologia è lo studio delle reazioni dell'uomo agli stimoli planetari. Le stelle non hanno alcuna benevolenza o animosità cosciente: emettono solamente radiazioni positive o negative.
Queste, per se stesse, non aiutano nè danneggiano l'umanità, ma sono il mezzo esteriore che permette alla legge karmica di causa e effetto che ogni uomo ha messo in moto nel passato, di esplicare la sua azione equilibratrice". "Un bimbo nasce nel giorno e nell'ora in cui i raggi celesti si trovano in armonia matematica col suo karma
individuale.
Il suo oroscopo è un ritratto accusatore che rivela il suo inalterabile passato e i suoi probabili risultati futuri. Ma questo certificato di nascita può essere interpretato esattamente solo da uomini dotati di saggezza intuitiva; e sono pochi. "Il messaggio arditamente proclamato attraverso i cieli al momento della nascita
non va inteso nel senso, di dare un'importanza strettamente determinante al fato, cioè al risultato del bene e del male compiuti nel passato, ma al contrario, deve risvegliare la volontà dell'uomo di sottrarsi al suo asservimento. Ciò che egli ha fatto, egli stesso può disfarlo. Nessuno all'infuori di lui ha promosso quelle cause che determinano gli effetti dominanti la sua vita attuale. Egli può superare ogni limitazione, perché egli stesso la creò con i suoi atti, e perché è in possesso di risorse spirituali non soggette alle pressioni
planetarie.
"Un superstizioso timore riverenziale dell'astrologia rende l'uomo un automa, schiavo della propria sottomissione a una guida meccanica. L'uomo saggio vince i propri pianeti - cioé, il proprio passato - assoggettandosi, invece che alla creazione, al Creatore.
Più egli si rende conto della sua unità con lo Spirito, meno potrà essere dominato dalla materia. L'anima è sempre libera; non ha fine perché non ha principio. Non può essere soggiogata dalle stelle. "L'uomo è un'anima ed ha un corpo. Quando ha giustamente collocato il proprio senso d'identità, si lascia alle spalle ogni condizionamento coattivante. Fin quando resta nel confuso stato di amnesia spirituale che gli è solito, sarà incatenato alla legge che lo circonda.
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