"AMY GRAHAM"
Dopo un volo durato tutta la notte, ero stanco quando raggiunsi la chiesa per condurre le funzioni e tenere un seminario sulla consapevolezza della prosperità. Entrando in chiesa il dr. Fred Vogt mi domandò: "Conosci la "Fondazione Esprimi Un Desiderio"?
- Sì, risposi.
- Beh, a Amy Graham è stata diaqgnosticata una leucemia allo stedio terminale. Le hanno dato tre giorni di vita. Il suo desiderio prima di morire è partecipare alle tue funzioni. -
Rimasi sconvolto. Provai un insieme di orgoglio, timore e dubbio. Non riuscivo a crederci. Pensavo che le ragazze in punto di morte volessero vedere Disneyland o incontrare Sylvester Stallone o Arnold Schwartzenegger. Di certo non volevano passare gli ultimi giorni ad ascoltare Mark Victor Hansen. Perché una ragazza con pochissimi giorni da vivere vorrebbe ascoltare uno che parla di automotivazione? Improvvisamente i miei pensieri furono interrotti...
- Ecco Emy - la invitò Vogt mettendole la fragile mano nella mia. Davanti a me stava una diciassettenne che portava un turbante color rosso e arancione vivo, per coprire la testa divenuta calva a causa della chemioterapia. Il corpo fragile era curvo e debole.
Disse:
- I miei due obiettivi erano prendere il diploma di scuola superiore e ascoltare il suo sermone. I medici non pensavano ci riuscissi. Pensavano che non avessi abbastanza energie. Sono stata affidata alle cure dei miei genitori. Questi sono mamma e papà. -
Mi vennero le lacrime agli occhi; rimasi senza parole. Il mio equilibrio era scosso, ero totalmente commosso. Mi schiarii la voce, sorrisi e dissi:
- Tu e i tuoi genitori siete i benvenuti. Grazie per aver voluto partecipare. -
Ci abbracciammo, ci asciugammo gli occhi e ci separammo.
Quella domenica pomeriggio tenni un seminario a cui parteciparono Amy e i suoi genitori. Il pubblico era numerosissimo, oltre mille persone desiderose di imparare, crescere ...
Umilmente domandai al publico se volessero apprendere un procedimento di guarigione che sarebbe potuto servire per tutta la vita. Dal palco sembrò che tutti avessero le mani alzate. All'unanimità risposero di voler imparare.
Insegnai al pubblico a strofinarsi le mani vigorosamente, a separarle di cinque centimetri e ad avvertirne l'energia che guarisce. Poi li divisi a due a due per sentire l'energia che guarisce promanare dall'uno all'altro. Dissi:
- Se vi serve una guarigione, accettatene una qui e ora. -
Il pubblico era alleneato e vi era una sensazione estatica. Spiegai che ognuno ha un'energia che guarisce e un potenziale di guarigione. Il cinque per cento di noi ne è provisto in tale misura da poterne fare la propria professione. Continuai:
- Questa mattina mi è stata presentata Amy Graham, una diciassettenne il cui ultimo desiderio è stato di essere presente a questo seminario. Voglio portarla qui sopra e fare in modo che tutti voi le inviate energia di forza vitale che guarisce. Forse possiamo esserle utili. Lei non lo ha chiesto. Lo faccio spontaneamente perché mi sembra giusto. -
Il pubblico rispose in coro: - s', sì, si...-
Amy fu condotta sul palco dal padre. Aveva un aspetto fragile a causa della chemioterapia, di un periodo troppo lungo trascorso a letto e dell'assoluta mancanza di esercizio fisico. (i medici non l'avevano lasciata camminare nelle due settimane precedenti il seminario).
Indussi il gruppo a scaldarsi le mani e a inviarle energia che guarisce, dopo di che le tributarono un commosso applauso in piedi.
Due settimane dopo telefonò per raccontarmi che i medici l'avevano dimessa perché si era ristabilita completamente. Due anni dopo telefonò per comunicarmi che si era sposata.
Ho imparato a non sottovalutare mai il potere di guarigione che abbiamo tutti noi. E' sempre lì pronto a servire per il bene più elevato.
Dobbiamo solo ricordarci di usarlo.
[da: "Brodo caldo per l'anima", Armenia]