
Allora Almìtra parlò, dicendo: Vorremmo chiederti della Morte.
Ed egli disse:
Vorreste conoscere il segreto della morte.
Ma come scoprirlo, se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo dagli occhi notturni, ciechi di giorno, non può svelae il mistero della luce.
Se davvero volete scorgere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
Giacché la vita e la morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare.
In fondo alle vostre speranze e ai vostri desideri sta la muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E, come il seme che sogna sepolto dalla neve, il vostro cuore sogna la primavera.
Fidatevi dei sogni, perché in loro si cela la porta dell'eterno.
La paura della morte non è che il tremito del suddito quando la mano del re gli si posa in fronte in segno d'onore.
Nel suo brivido, il suddito non è forse felice perché si ornerà di quel segno regale?
Non è tuttavia più preso dal suo tremore?
Poi che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E dare l'ultimo respiro, che cos'è se non liberarlo dal suo flusso inquieto, affinché possa involarsi finalmente e spaziare disancorato alla ricerca di Dio?
Solo se bevete al fiume del silenzio, voi canterete veramente.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra chiederà le vostre ossa, allora danzerete veramente.

Parliamo di servizio sociale, di servire la gente, l’umanità, persone che vivono in un paese lontano, di
contribuire alla pace nel mondo, ma spesso dimentichiamo che le persone a cui dobbiamo dedicarci sono innanzitutto quelle che ci vivono accanto. Se non sapete servire vostra moglie, vostro
marito, i vostri figli, come credete di poter rendere felice qualcun altro?
Se tutti i nostri amici del movimento per la pace o delle comunità di assistenza di ogni tipo, non si amano e non si aiutano gli uni con gli altri, chi potranno amare e aiutare? Stiamo lavorando per altri esseri umani o solo in nome di un’organizzazione?
Servire la pace. Servire i bisognosi. ‘Servire’ è una parola immensa: Riportiamoci innanzitutto a una dimensione più modesta: la nostra famiglia, i nostri compagni, i nostri amici, la nostra comunità: Dobbiamo vivere per loro, perché se non sappiamo vivere per loro, per chi altri crediamo di vivere?”
Thich Nhat Hahn - Il Miracolo della Presenza Mentale, pag. 63/64
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Le piogge torrenziali colpivano le strade di Calcutta. Sia che diluvii o faccia caldo o freddo, i piu' colpiti risultano essere sempre i poveri. I lavoratori di giornata non possono recarsi al lavoro. Durante uno di questi acquazzoni, venni a conoscenza di due famiglie che stavano particolarmente male. Mancava loro il denaro e, per questo, non avevano da mangiare poiche' vivevano - come si dice - alla giornata. Allora portai un piatto di riso a una di queste. Lo consegnai alla padrona di casa, una donna indu', che scomparve immediatamente, per tornare subito dopo con meta' riso nel piatto. Subito le chiesi: "Cosa hai fatto con il riso?". La donna mi rispose: "Ho diviso cio' che lei mi hai portato con una famiglia di musulmani nostri vicini". Restai sorpresa e pensai:
"Solo se condividiamo il poco che possiamo avere, comprenderemo il significato della comunita' umana". (Beata Madre Teresa di Calcutta) |

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!
(M. Teresa)