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martedì, 31 ottobre 2006

AIUTARSI

"Un praticante [della meditazione] può commettere un errore a causa di momentanee percezioni erronee o disattenzioni; ma se è testardo si arrabbierà e accuserà il compagno o la compagna che gentilmente gli ha fatto notare l'errore. .... In realtà i nostri compagni hanno molta cura di noi e proprio per questo ci indicano i nostri errori. Le nostre sorelle e i nostri fratelli sono tenuti ad aiutarsi l'un l'altro in questo modo. Se non riusciamo a stare ad ascoltare quando qualcuno cerca di aiutarci, è come se gettassimo via lo specchio che quell'amico ci sta offrendo."

Da Thich Nath Hanh - "Insieme con gioia" - Associazione Essere Pace pag. 35


postato da: mariluaureola alle ore 11:37 | link | commenti
categorie: aiutarsi
mercoledì, 25 ottobre 2006

Ricominciare da capo



 "Ricominciare da capo non è chiedere perdono, è modificare la mente e il corpo, trasformare l'ignoranza che ha portato a compiere azioni sbagliate con il corpo, con la parola e con la mente; è un aiuto a coltivare lo stato mentale dell'amore. Vergogna e senso di colpa scompaiono e si comincia a provare gioia di essere vivi. Ogni azione sbagliata nasce nella mente; è attraverso la mente che le azioni sbagliate possono scomparire."

da Thich Nath Hanh - "Insegnamenti sull'amore" Neri Pozza editore pag.112


postato da: mariluaureola alle ore 09:34 | link | commenti (6)
categorie: ricominciare
martedì, 17 ottobre 2006

Stabilirsi nel presente



"Spesso, siamo così indaffarati che ci dimentichiamo cosa stiamo facendo e persino chi siamo. So di qualcuno che dice di dimenticarsi persino di respirare! Ci dimentichiamo di guardare le persone che amiamo e di apprezzarle, finchè non è troppo tardi. Anche quando abbiamo del tempo libero, non sappiamo come entrare in contatto con ciò che sta succedendo dentro e fuori di noi. Così accendiamo il televisore e prendiamo in mano il telefono, come se potessimo sfuggire a noi stessi.
Meditare è essere consapevoli di ciò che sta avvenendo nel nostro corpo, nelle nostre sensazioni, nella nostra mente e nel mondo. Quando ci stabiliamo nel presente, vediamo bellezze e meraviglie proprio davanti ai nostri occhi, un neonato, il sole che sorge in cielo. Possiamo essere molto felici, se solo siamo consapevoli di ciò che sta davanti a noi".

da Thich Nath Hanh - "Respira! Sei vivo" Ubaldini Editore-Roma pag.87-88


postato da: mariluaureola alle ore 16:32 | link | commenti (5)
categorie: presente
lunedì, 09 ottobre 2006

Le critiche

Tratto da: Dale Carnegie - "Come trattare gli altri e farseli amici"
Le critiche
Ogni persona è convinta di essere nel giusto.
“Ho speso i migliori anni della mia vita a procurare ai miei simili i migliori divertimenti, per aiutarli a vivere meglio, e la ricompensa è stata la calunnia e tutta un’esistenza da braccato.” (Al Capone). Lui non si sentiva affatto in colpa, anzi si considerava una specie di pubblico benefattore.
La gente non accetta critiche sul proprio modo di comportarsi, per quanto sbagliato possa essere. La critica è inutile perché pone le persone sulla difensiva e le induce immediatamente a cercare una giustificazione. È pericolosa, perché ferisce l’orgoglio della gente, la fa sentire impotente e suscita risentimento.
Il risentimento per le critiche ricevute può demoralizzare i dipendenti, i familiari, gli amici, senza contribuire in alcun modo a migliorare la situazione.
La critica è come un piccione viaggiatore: ritorna sempre da dove era partita. Convinciamoci che la persona che cerchiamo di correggere o di condannare farà di tutto per difendersi e ritorcere l’accusa, o per lo meno dirà: “Non vedo come avrei potuto agire diversamente”.
Conoscete qualcuno che volete cambiare, mettere in riga, migliorare? Bene, ma perché non cominciate da voi stessi? Da un punto di vista egoistico dà molto più profitto che migliorare gli altri e fa meno danni.
Se volete suscitare domani un risentimento che può persistere per decenni e magari fino alla morte, avanti con le critiche, anche se del tutto ingiustificate.
Trattando con la gente ricordiamoci che abbiamo a che fare con creature governate non dalla logica ma dalle passioni, piene di pregiudizi e mosse dall’orgoglio e dalla vanità.
Benjamin Franklin, intervistato, alla domanda su quale fosse il segreto del suo successo, svelò: “Non parlo male di nessuno e dico di tutti tutto il bene possibile”.
Tutti gli sciocchi sono capaci di condannare, criticare, recriminare, e la maggior parte lo fa. Ma ci vuole carattere e autocontrollo per capire e perdonare.
Spesso i genitori provano l’irresistibile impulso di criticare i loro figli, vi leggerò un classico del giornalismo americano: “Father Forgets” di Livingstone Larned
Ascolta figlio, ti dico questo mentre stai dormendo con la manina sotto la guancia e i capelli biondi appiccicati alla fronte. Mi sono introdotto nella tua camera da solo: pochi minuti fa, quando mi sono seduto a leggere in biblioteca, un’ondata di rimorso mi si è abbattuta addosso, e pieno di senso di colpa mi avvicino al tuo letto.
E stavo pensando a queste cose: ti ho messo in croce, rimproverato mentre ti vestivi per andare a scuola perché invece di lavarti ti eri solo passato un asciugamano sulla faccia, perché non ti sei pulito le scarpe. Ti ho rimproverato aspramente quando hai buttato la roba sul pavimento.
A colazione, anche lì ti ho trovato un difetto: hai fatto cadere cose sulla tovaglia, hai ingurgitato cibo come un affamato, hai messo i gomiti sul tavolo. Hai spalmato troppo burro sul pane e, quando hai cominciato a giocare e io sono uscito per andare a prendere il treno, ti sei girato e hai gridato: “Ciao, papino!” e io ho aggrottato le sopracciglia e ho risposto. “Su dritto con la schiena!”
E tutto è ricominciato da capo nel tardo pomeriggio, perché quando sono arrivato eri in ginocchio sul pavimento a giocare alle biglie e si vedevano le calze bucate. Ti ho umiliato davanti agli amici, spedendoti a casa davanti a me. Le calze costano, e se le dovessi comprare tu, le tratteresti con più cura.
Ti ricordi più tardi come sei entrato timidamente nel salotto dove leggevo, con uno sguardo che parlava dell’offesa subita? Quando ho alzato gli occhi dal giornale, impaziente per l’interruzione, sei rimasto esitante sulla porta. “Che vuoi?” ti ho aggredito brusco. Tu non hai detto niente, sei corso verso di me e mi hai buttato le braccia al collo e mi hai baciato e le tue braccine mi hanno stretto con l’affetto che Dio ti ha messo nel cuore e che, anche se non raccolto non appassisce mai. Poi te ne sei andato sgambettando giù dalle scale.
Be’, figlio, è stato subito dopo che mi è scivolato di mano il giornale e mi ha preso un’angoscia terribile, cosa mi sta succedendo? Mi sto abituando a trovare colpe, a sgridare; è questa la ricompensa per il fatto che sei un bambino, non un adulto? Non che non ti volessi bene, beninteso: solo che mi aspettavo troppo dai tuoi pochi anni e insistevo stupidamente a misurarti col metro della mia età.
E c’era tanto di buono, di nobile, di vero nel tuo carattere! Il tuo piccolo cuore così grande come l’alba sulle colline. Lo dimostrava il generoso impulso di correre a darmi il bacio della buona notte. Nient’altro per stanotte figliolo. Colo che son venuto qui vicino al tuo letto e mi sono inginocchiato, pieno di vergogna.
È una misera riparazione, lo so che non capiresti queste cose se te le dicessi quando sei sveglio. Ma domani sarò per te un vero papà. Ti sarò compagno, starò male quando tu starai male e riderò quando tu riderai, mi morderò la lingua quando mi saliranno alle labbra parole impazienti. Continuerò a ripetermi, come una formula di rito: “è ancora un bambino, un ragazzino!”

Ho proprio paura di averti sempre trattato come un uomo. E invece come ti vedo adesso, figlio, tutto appallottolato nel tuo lettino, mi fa capire che sei ancora un bambino. Ieri eri dalla tua mamma, con la testa sulla sua spalla. Ti ho chiesto troppo, troppo.” 

Invece di condannare l’operato della gente, cercate piuttosto di capirla. Cercate di immaginare perché la gente fa quello che fa. È molto più utile che criticare, senza contare che genera simpatia, tolleranza e gentilezza.

postato da: mariluaureola alle ore 15:29 | link | commenti (8)
categorie: critiche
venerdì, 06 ottobre 2006

LA GIOIA

Dov'è la libertà? Dentro di voi.
Dov'è la gioia? Dentro di voi.
La gente vorrebbe che la gioia fosse un albero da far crescere.
Vorrebbe poter seminare ricordi e raccogliere gioia.
La gioia, invece, è una cosa fresca che nasce ogni giorno.
È come una sorgente d'acqua cristallina che nasce dal profondo di un essere umano.
Siete voi il pozzo che attinge dalla sorgente della chiarezza.

(Maharaji)

 


postato da: mariluaureola alle ore 13:28 | link | commenti (3)
categorie: gioia
giovedì, 05 ottobre 2006

Meditazione

   "La meditazione, la pratica della consapevolezza ci aiuta a essere pienamente presenti e a toccare le bellezze e le meraviglie della vita, gli elementi rigeneranti e guaritori. Apprezzando queste cose positive saremo in grado di sciogliere facilmente gli elementi negativi. Sarebbe un peccato non saper trarre beneficio dagli elementi rigeneranti e guaritori disponibili per noi e permettere ai sentimenti di rabbia, dolore e discriminiazione di sommergerci. Non c'è bisogno di praticare la meditazione seduta per dieci anni per riuscire ad andare sull'altra riva, la riva del benessere, bastano solo pochi secondi. Le pratiche della meditazione camminata e del respiro possono produrre miracoli. Possono produrre il risveglio in ogni momento e il risveglio è molto potente. Quando guardiamo il cielo azzurro facciamo un profondo respiro così da entrare in contatto con la sua immensità, stabilità e libertà, questo sarà molto nutriente".


postato da: mariluaureola alle ore 13:36 | link | commenti
categorie: meditazioni, meditazione
mercoledì, 04 ottobre 2006

San Francesco

Auguri a tutti i Francesco e Francesca!



Preghiera Semplice

O Signore, fa di me uno strumento della tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore.
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono.
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione.
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede.
Dove è errore, ch'io porti la Verità.
Dove è disperazione,ch'io porti la Speranza.
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia.
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.

O Maestro, fa ch'io non cerchi tanto:
Essere consolato, quanto consolare.
Essere compreso, quanto comprendere.
Essere amato,quanto amare.

Poichè:
Si è: Dando, che si riceve;
Perdonando che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

S.Francesco


postato da: mariluaureola alle ore 15:48 | link | commenti (1)
categorie: san francesco
lunedì, 02 ottobre 2006

2 ottobre: Giornata dell'Angelo Custode

Ascolta il tuo Angelo

 Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi,
se tu sapessi con quanto amore asciugo le tue lacrime.
Se tu sapessi con quanto amore
ti prendo per mano affinchè tu non cada.
Se tu sapessi con quanto amore ti guardo.
mentre annaspi nel caos della vita.
E ogni istante, minuto, ora della giornata ti sono accanto.
In ogni tuo respiro prende vita il mio battito d'ali.
In ogni tuo sguardo prende vita il mio sorriso.
Vorrei volare assieme a te e forse un giorno lo faremo,
quando sarai consapevole della tua divinità,
aprirai le ali e volerai felice,
capirai cosa sono e quanto ti amo.
Ora non volo ....ma cammino assieme a te,
a fianco a te. Io sono il tuo angelo,
quello della tua anima, del tuo cuore,
quell'angelo che ogni mattina ti sveglia con un bacio
e ogni notte, apre le sue ali per riscaldarti il cuore. 
Io sono il tuo angelo, quello che mai ti abbandonerà,
quell' angelo che aspetta solo un tuo sì per rivelarsi al tuo cuore.


postato da: mariluaureola alle ore 14:44 | link | commenti (5)
categorie: angeli, consapevolezza, meditazione