4° RADUNO NAZIONALE
CLOWN VIP ITALIA ONLUS
SAN DONA' DI PIAVE (VE)
2-3-4 giugno 2006
Per INFO:
Ciao a tutti!
grazie per tutti i messaggi che mi avete lasciato in questi giorni!!!
Sono stata un po' in giro per l'Italia, a Pavia, Firenze, Verona.
Ho incontrato studenti, medici, infermieri e volontari della nostra organizzazione.
Ho parlato molto e ho perso la voce, ho trovato caldo e freddo e mi sono raffreddata.
Ma ho visto la luce negli occhi di tante persone, ho abbracciato e riabbracciato amici. Ho conosciuto anche di presenza Rosanna, che avevo apprezzato solo nel suo Blog (http://insegnareascrivere.splinder.com/)
In mezzo a tutto questo ho anche sostenuto il mio primo saggio di Violino, con tanto di sudorazione alle mani e battito cardiaco accelerato...
Mamma mia quanto è intensa questa mia vita e quanto sono grata al Signore per i doni che ricevo costantemente!
Ora tocca a me fare un dono a voi, che sto imparando a conoscere pian piano in questo mondo di Blog, ecco la mia preghiera per ognuno di voi:
LA MIA PREGHIERA PER TE
Signore: ecco, ti presento il mio amico
affinché tu lo benedica, ti prenda cura di lui
e gli insegni a vivere.
Tu sai ciò che sta passando e ciò che lo preoccupa, ciò che prova,
ciò che pensa, ciò a cui aspira, ciò che gli manca e ciò che desidera.
Tu sai quando piange, quando ride, quando si sente solo.
Abbi cura di lui, proteggilo, dagli la forza di andare avanti;
accompagnalo sempre.
Signore,
insegnami a intuire ciò che lui prova dentro di sé,
a essere disponibile quando lui ha bisogno di me,
a essere amorevole quando ha più bisogno di essere amato,
a stare con lui quando ha bisogno di stare con me,
ad ascoltarlo quando ha bisogno di essere ascoltato,
a dargli sicurezza quando ha bisogno di essere rassicurato,
ad aver cura di lui quando ha bisogno di essere assistito,
ad accorrere subito quando ha bisogno di qualcuno,
ad aiutarlo quando ha bisogno di essere aiutato,
a festeggiare quando ha bisogno di essere festeggiato,
a piangere quando ha bisogno di sfogarsi,
a sentirmi orgogliosa di lui quando vedo la sua grandezza.
Dato che Tu, Signore, sei stato
il grande amico incondizionato di tutti,
Ti chiedo oggi per il mio amico
e per me, per la nostra amicizia
e per la relazione che ci unisce,
che tu ci benedica e ci accolga nel Tuo amore!
AMEN

Ho notato che è molto difficile essere interessati alla salute. La gente ha una predisposizione alla malattia e un attaccamento particolare all’infelicità. Per questo voi tutti siete sempre pronti ad essere infelici. Non vi occorre nessuna preparazione, non vi occorre alcun Maestro, non vi occorre alcuna pratica esoterica per diventare infelici. Tutti sono pronti a “buttarsi”… nessuno viene da me a chiedermi come fare ad essere infelice, lo sa per istinto! Tutti voi ne siete già maestri.
Deve esserci un investimento (profitto) profondo nell’infelicità. Come mai a tutti piace essere infelici? E quando dico “piace” non voglio dire che le persone ne siano consapevoli, probabilmente lo negano decisamente: vogliono essere felici, ma questo non importa… tutti si aggrappano all’infelicità. A parole, forse, tutti dicono di volere essere felici, ma nei fatti si aggrappano all’infelicità. Dicono di desiderare la felicità, ma persistono nel fare ciò che li rende infelici, e qualsiasi cosa fanno crea loro infelicità.
E non è cosa nuova, l’hanno sempre fatto, per vite intere. E persistono nell’operare nello stesso modo… e poi si ritrovano infelici. Eppure insistono nel dire che desiderano la felicità. Dev’esserci un investimento (profitto)…
Vorrei parlarvi di alcune cose che potrebbero aiutarvi a comprendere: quando siete infelici è facile condannare il mondo intero, è facile buttare l’intera responsabilità sugli altri. Quando sei infelice, puoi manipolare chi ti circonda, tu sei infelice, puoi pretendere attenzione: “Sono malato, sono infelice!”
Di certo avrai incontrato qualche ipocondriaco, sono persone che continuano a parlare dei loro mali, delle loro malattie e le ingigantiscono, le trasformano in malanni inesistenti t
Allora come mai continuano a parlare dei loro mali? È come se qualcuno continuasse a mostrarti la sua fe
Il bambino impara questo trucco fin dall’infanzia. E l’intera società prende la direzione sbagliata fin dai primi passi… ogni volta che il bambino è ammalato, i genitori gli prestano un’attenzione totale. Ogni volta che il bambino è triste, tutta la famiglia si sente responsabile… e il bambino diventa un piccolo dittatore.
Quando è malato può dettare le sue condizioni, può pretendere che la sera gli sia portato un gioco nuovo, nessuno glielo può negare, perché è malato. Viceversa, quando è sano, nessuno va a sedersi vicino a lui. Quando è malato il suo papà va a trovarlo. Il “Suo Papà”, una persona così importante… e il bambino si sente felice: a quel punto è più importante di te, tu sei seduto vicino a lui e gli chiedi come sta… poi vengono i medici, medici famosi, importanti… e la mamma non fa che parlare della “sua” malattia… e i vicini vengono a trovarlo! Il bambino diventa il centro dell’attenzione di tutta la famiglia, e la famiglia è il mondo del bambino. Ora il mondo intero ruota intorno a lui: è diventato il sole intorno a cui ruotano tutti i pianeti… è una sensazione meravigliosa.
In questo modo impara un trucco che lo farà soffrire tutta la vita… è un trucco molto pericoloso.
Se si seguisse il mio metodo, consiglierei ai genitori di non prestare mai attenzione a un bambino quando è triste o ammalato. Prendetevi cura di lui, senza prestargli attenzione, viceversa, dategli ogni attenzione quando è felice, quando sta bene. Quando il bambino è felice, fategli sentire che è il centro della famiglia. Quando è infelice, lasciatelo in disparte, dategli le medicine necessarie, ma lasciategli la sensazione che nessuno si interessa a lui.
Sembra molto crud
Questo è il modo per avere l’attenzione di tutti… e tutti nella vita hanno bisogno di attenzione, perché l’attenzione è il nutrimento primario dell’ego.
Solo un Buddha (Illuminato) non ha bisogno di attenzione, perché in lui non esiste più l’ego, non ha bisogno del suo nutrimento. Tutti gli altri esseri umani ne hanno bisogno.
Quindi, quando avrai bisogno di attenzione che cosa farai? Conosci solo questo stratagemma: essere infelice, ammalarti.
Il 99% delle malattie sorgono, in primo luogo, nella mente, sono frutto dell’inconscio. Tua moglie non si cura di te, anzi, quando torni dall’ufficio è pronta a litigare, oppure ti ha lasciato i piatti da lavare. Ma quando sei malato si prende cura di te, ti tratta con calore, sta attenta a non infastidirti minimamente, non bisticcia con te…finalmente ti senti bene, puoi stare tranquillo! È una situazione anomala: quando stai male… ti senti bene, e quando stai bene, ti senti male. Ma di fatto è così.
Se la moglie è malata, il marito torna a casa con fiori e dolciumi. Quando sta bene non la degna neppure di uno sguardo… si porta a casa il giornale, lo apre e si mette a leggere!
Tutti continuano a recitare la parte dei malati!
Vuoi essere felice, ma se non tagli alla radice l’investimento che hai fatto nell’infelicità, non potrai mai esserlo. E ricorda: la tua felicità non è responsabilità di altri: nessuno ti può fare felice. È la tua crescita, è la tua consapevolezza, è la tua energia che sale sempre più in alto che ti rende estatico. Ma devi comprendere il meccanismo posto nelle profondità del tuo inconscio, e che ti porta a parlare della felicità… mentre ancora desideri essere infelice. Il vero motivo è questo e, qualsiasi cosa tu desideri, qualsiasi cosa pensi, accade: Se sei infelice, lo sei perché lo vuoi.
Di nuovo ti sembro crud
No, nessuno è responsabile della tua infelicità, ad eccezione di te stesso.
Questo lo affermo in maniera categorica, non ci sono eccezioni. È del tutto scientifico, assolutamente scientifico, è una legge: TU SOLO SEI RESPONSABILE.
Ogni volta che soffri, che ti senti infelice, sappi che tu ne sei l’artefice… e se vuoi creare tutto questo, splendido, goditelo! In questo caso non cercare la felicità, rilassati nell’essere triste, sappi che ne sei l’artefice. Sii infelice e goditi la tua miseria. Non pretendo che tu sia allegro, non è necessario, se ti piace essere triste, non ci sono problemi, ma non pretendere al tempo stesso di essere raggiante di gioia.
Qui sta il guaio: ti aggrappi alla tristezza e al tempo stesso pretendi di essere raggiante di gioia!
Quando vieni da me lo vedo: mi chiedi il silenzio e io vedo che ti aggrappi alla confusione, ai pensieri, alla mente. Mi chiedi la pace e ti aggrappi a cose che non ti permettono mai di essere tranquillo.
"AMY GRAHAM"
Dopo un volo durato tutta la notte, ero stanco quando raggiunsi la chiesa per condurre le funzioni e tenere un seminario sulla consapevolezza della prosperità. Entrando in chiesa il dr. Fred Vogt mi domandò: "Conosci la "Fondazione Esprimi Un Desiderio"?
- Sì, risposi.
- Beh, a Amy Graham è stata diaqgnosticata una leucemia allo stedio terminale. Le hanno dato tre giorni di vita. Il suo desiderio prima di morire è partecipare alle tue funzioni. -
Rimasi sconvolto. Provai un insieme di orgoglio, timore e dubbio. Non riuscivo a crederci. Pensavo che le ragazze in punto di morte volessero vedere Disneyland o incontrare Sylvester Stallone o Arnold Schwartzenegger. Di certo non volevano passare gli ultimi giorni ad ascoltare Mark Victor Hansen. Perché una ragazza con pochissimi giorni da vivere vorrebbe ascoltare uno che parla di automotivazione? Improvvisamente i miei pensieri furono interrotti...
- Ecco Emy - la invitò Vogt mettendole la fragile mano nella mia. Davanti a me stava una diciassettenne che portava un turbante color rosso e arancione vivo, per coprire la testa divenuta calva a causa della chemioterapia. Il corpo fragile era curvo e debole.
Disse:
- I miei due obiettivi erano prendere il diploma di scuola superiore e ascoltare il suo sermone. I medici non pensavano ci riuscissi. Pensavano che non avessi abbastanza energie. Sono stata affidata alle cure dei miei genitori. Questi sono mamma e papà. -
Mi vennero le lacrime agli occhi; rimasi senza parole. Il mio equilibrio era scosso, ero totalmente commosso. Mi schiarii la voce, sorrisi e dissi:
- Tu e i tuoi genitori siete i benvenuti. Grazie per aver voluto partecipare. -
Ci abbracciammo, ci asciugammo gli occhi e ci separammo.
Quella domenica pomeriggio tenni un seminario a cui parteciparono Amy e i suoi genitori. Il pubblico era numerosissimo, oltre mille persone desiderose di imparare, crescere ...
Umilmente domandai al publico se volessero apprendere un procedimento di guarigione che sarebbe potuto servire per tutta la vita. Dal palco sembrò che tutti avessero le mani alzate. All'unanimità risposero di voler imparare.
Insegnai al pubblico a strofinarsi le mani vigorosamente, a separarle di cinque centimetri e ad avvertirne l'energia che guarisce. Poi li divisi a due a due per sentire l'energia che guarisce promanare dall'uno all'altro. Dissi:
- Se vi serve una guarigione, accettatene una qui e ora. -
Il pubblico era alleneato e vi era una sensazione estatica. Spiegai che ognuno ha un'energia che guarisce e un potenziale di guarigione. Il cinque per cento di noi ne è provisto in tale misura da poterne fare la propria professione. Continuai:
- Questa mattina mi è stata presentata Amy Graham, una diciassettenne il cui ultimo desiderio è stato di essere presente a questo seminario. Voglio portarla qui sopra e fare in modo che tutti voi le inviate energia di forza vitale che guarisce. Forse possiamo esserle utili. Lei non lo ha chiesto. Lo faccio spontaneamente perché mi sembra giusto. -
Il pubblico rispose in coro: - s', sì, si...-
Amy fu condotta sul palco dal padre. Aveva un aspetto fragile a causa della chemioterapia, di un periodo troppo lungo trascorso a letto e dell'assoluta mancanza di esercizio fisico. (i medici non l'avevano lasciata camminare nelle due settimane precedenti il seminario).
Indussi il gruppo a scaldarsi le mani e a inviarle energia che guarisce, dopo di che le tributarono un commosso applauso in piedi.
Due settimane dopo telefonò per raccontarmi che i medici l'avevano dimessa perché si era ristabilita completamente. Due anni dopo telefonò per comunicarmi che si era sposata.
Ho imparato a non sottovalutare mai il potere di guarigione che abbiamo tutti noi. E' sempre lì pronto a servire per il bene più elevato.
Dobbiamo solo ricordarci di usarlo.
[da: "Brodo caldo per l'anima", Armenia]

Per poter vivere insieme a lungo e felici, affinché l'amore e la comprensione possano svilupparsi e approfondirsi costantemente, noi sottoscritti facciamo voto di osservare e praticare quanto segue:
1. Astenermi dal dire o fare qualsiasi cosa che possa causare ulteriore danno o intensificare l'ira.
2. Non reprimere la mia rabbia.
3. Praticare la respirazione e prendere rifugio nella mia isola interiore.
4. Con calma, comunicare entro ventiquattro ore a chi mi ha fatto arrabbiare che sono irritato e sofferente, sia verbalmente sia consegnando un "Messaggio di Pace".
5. Chiedere un appuntamento, sia verbalmente sia tramite un "Messaggio di Pace", per un successivo giorno della settimana (per esempio il venerdì sera) per discutere la questione in modo più esauriente.
6. Non dire: "Io non sono arrabbiato. Va tutto bene. Non sto soffrendo. Non c'è nessun motivo per essere arrabbiato, niente che meriti di suscitare la mia ira".
7. Praticare la respirazione e il guardare in profondità nella mia vita quotidiana, mentre sono seduto, sdraiato, in piedi e mentre cammino, per vedere:
a) i modi nei quali anch 'io, a volte, sono stato maldestro.
b) come ho ferito l'altra persona a causa delle mie tendenze abituali.
c) come il seme della rabbia, che è presente in me, sia la causa primaria della mia ira.
d) come la sofferenza dell'altra persona, che innaffia il seme della mia rabbia, sia la causa secondaria.
e) come l'altra persona non stia cercando altro che il sollievo dalla propria sofferenza.
f) che io non potrò essere davvero felice fino a che l'altra persona continua a soffrire.
8. Scusarmi immediatamente, senza aspettare il venerdì sera, non appena mi rendo conto della mia mancanza di tatto e di consapevolezza.
9. Posticipare l'appuntamento del venerdì nel caso io non mi senta abbastanza calmo per incontrare l'altra persona.
Quando ho fatto arrabbiare l'altra persona, mi impegno a:
1. Rispettare i suoi sentimenti, evitando di ridicolizzarla e concedendole tempo sufficiente per calmarsi.
2. Non insistere per una discussione immediata.
3. Accettare la sua richiesta di incontro e assicurare la mia presenza, sia verbalmente sia con un messaggio scritto.
4. Praticare la respirazione e il prendere rifugio nella mia isola interiore, per vedere:
a) come siano presenti in me i semi della rabbia e della scortesia e anche una tendenza abituale a rendere l'altra persona infelice.
b) come io abbia erroneamente pensato che far soffrire l'altra persona mi avrebbe liberato dalla sofferenza.
c) come io produca in realtà la mia stessa sofferenza, facendo soffrire l'altra persona.
5. Scusarmi immediatamente, senza fare alcun tentativo di giustificarmi e senza aspettare l'appuntamento del venerdì sera, non appena mi rendo conto della mia mancanza di tatto e di consapevolezza.
Firmato, il giorno del mese di nell'anno

Tratto da: Sondra Ray , "Vivi con amore", ed. Armenia
1. Fate della pace il vostro obiettivo primario
2. Prendete coscienza delle dinamiche con cui la vostra famiglia affrontava i problemi
3. L'io ama il conflitto. Siate coscienti del fatto che il primo ostacolo alla pace è il desiderio di farne a meno. State all'erta. Non diffondete la collera.
4. Abbandonate, una alla volta, tutte le "battaglie" mentali.
6. Cercate sempre di prevenire i litigi
7. Se vi sentite criticati, prima di adirarvi o turbarvi, fate un profondo respiro e interrogate l'interlocutore sul senso delle sue osservazioni. Ascoltate, non reagite alzando la voce.
8. Allenatevi a utilizzare il sistema di pensiero dello Spirito anziché quello dell'ego
COSA FARE DURANTE UN ATTACCO DI IRA
1. Non gridate, mai
2. Stendetevi e respirate espellendo la rabbia con l'espirazione
3. Se non funziona correte intorno all'isolato finché non vi sarete calmati
4. Recuperate la calma, ricordate queste due frasi: di "Un Corso di Miracoli"
a) "Attaccherete ciò che non vi soddisfa per evitare di capire che voi stessi l'avete creato"
b) "Diffidate della tentazione di sentirvi trattati ingiustamente"
5. Ovvero: voi create ciò che vi ha reso furiosi. In qualche modo ne avevate bisogno; pertanto fate rapidament luce in voi e individuate il vostro tornaconto.
6. Esprimetevi in modo equilibrato
7. Trascrivete tutti i sentimenti di rabbia su un foglio e poi bruciatelo
8. Chiamate un amico illuminato e più equilibrato di voi perché vi aiuti ad analizzarvi
9. Affermate la verità: "La ragione per cui non voglio perdonare è..."
10. Ricordate che il perdono è la chiave della salute e della felicità. Se siete malati, c'è di sicuro qualcuno che non avete perdonato.
11. Ricordate dietro ogni recriminazione c'è un "miracolo"
12. Ricordate che la rabbia è una delle cause di invecchiamento e di morte.
NON NE VALE LA PENA!
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
Domenica 7 maggio ore 21.30
PIAZZA ITALIA - PADIGLIONE UNO D44
STAND NEOS EDIZIONI
Invito alla presentazione del Libro
"CLOWNTERAPIA"
di Maria Luisa Mirabella (io-me-medesima)
Venite a conoscermi!!!!
Raphael e Bruno
Salvador, Venerdi 15/7/05
Questa mattina abbiamo deciso di non fare lezioni perché vogliamo fare il punto della situazione e vedere se le lezioni sono veramente utili o se e´ meglio prevedere qualcosa di piu´ fisico per i bambini.
Alle 10.00 abbiamo un incontro con insegnanti ed educatori.
Gli insegnanti e gli educatori invece, con nostra sorpresa, ci dicono che i bambini sono stati contenti della lezione di italiano e che nel pomeriggio ripetevano tra di loro le parole italiane imparate al mattino correggendosi tra di loro.
Ci chiedono quindi di proseguire con le lezioni di italiano, ma aggiungendo anche qualcosa di fisico per non cstringerli a stare seduti per un´ora. Cosi decidiamo di dividere ogni classe a meta´ e di fare mezzora di lezione di italiano con presentazioni power point e canzoni e mezzora di acrobatica e tecniche psicomotorie.
Dopo pranzo abbiamo preparato la scaletta delle lezioni e abbiamo provato lo spettacolo, stasera infatti avremo il nostro primo spettacolo per i giovani della parrocchia.
Nel pomeriggio sono andata con Sr Margareth a trovare Bruno a casa sua.
La scena che mi si e´ presentata agli occhi appena entrata in questa baracca e´ stata sconvolgente: in una stanza si trovava il fratellino di Bruno buttato su una poltrona sfondata e sporca. Era abbattuto e aveva dormito tutto il giorno perche´ giocando era caduto sulla mano e la mano era gonfia. Fuori un amico del padre pestava una radice che poi ha messo sulla mano del bambino fasciandola con un fazzoletto lercio.
Nella stanza c´era solo un´altra poltrona rotta e sfondata, un frigo vuoto, un mobile scassato con sopra una radio accesa a tutto volume e niente altro.
Il pavimento e´ di terra battuta con buchi, come quello di una strada di campagna, il tutto immerso in una sporcizia allucinante. Non vedevo letti, ne´ lavello, ne´ bagno, ne´ formelli.
La suora mi ha spiegato che dormono tutti a terra, che il padre e i suoi amici tra poco (ora sono le 17,30) iniziera´ a bere e quando non ce la fara´ piu´ cadra´ a terra addormentato.
C´e´ anche una bambina, non posso pensare come vivra´questa bimba di circa 10 anni in una situazione del genere, unica bambina in mezzo a uomini ubriachi.
Abbiamo portato loro dei fagioli e delle caramelle. I bambini mangiano subito una decina di caramelle. La suora chiede al padre se hanno mangiato oggi e lui ci indica un sacco di pane duro appeso al muro e ci dice che hanno mangiato quello con il caffe´ e che i fagioli li mangeranno domani.
La madre e´ andata via 9 anni fa e il padre li ha cresciuti da solo (6 figli) e lui e´ senza lavoro. Pare da notizie pervenute che la madre ora viva al nord del Paese e che si sia fatta un´altra famiglia e che voglia venire a prenderesi qualche figlio, lui dice che e´ indeciso se darglieli perche´ li ha cresciuti lui e poi non sa come si troverebbero con il patrigno. Penso che ha un filo di ragione, ma lui come li tratta? Come li sta facendo vivere?
La degradazione e la poverta´ é come quella che ho visto in India e in Myanmar nei villaggi delle missioni e a Calcutta.
La suora mi spiega che qui non ci sono assistenti sociali ne`nessuno che li aiuta. I bambini possono anche stare giorni senza mangiare.
Il figlio maggiore sei mesi fa ha partecipato ad una rapina dove é stato ucciso un farmacista, ora é in galera. Domani andremo a visitare altre famiglie di questo rione che é tra i piu´ poveri i Salvador.
Quasi tutti i bambini dela scuola provengono da famiglie cosi e che vivono in case come questa. Ma chiamarla casa e´una parola grossa.
L´unica speranza per questi bambini, e´ lo studio e questo é cio´ che cercano di dar loro le suore della provvidenza il cui carisma é proprio l´istruzione, ma prima bisogna sfamarli!
Al rientro a casa troviamo diversi giovani dela parrocchia che cenano con noi.
Dopo cena eccoci pronti per lo spettacolo.
La scaletta e´ la seguente:
1. Entrata dei giocolieri + bolle di sapone giganti in finale con marcia del circo (tutti)
2. Parata militare + Chapa-chapa (Aquilone,Ciak,Giullare,Ermione,Maggiolina)
3. Bulgari (Ciak,Maggiolina,Giullare)
4. Bambola (Conticino,Maggiolina,Aureola)
5. Giocolieri (Conticino,Giullare)
6. Mosca noiosa (Maggiolina, Aquilone)
7. Contact (Giullare)
8. Ufficio (Aureola, Giullare, Ermione, Ciak, Maggiolina, Aquilone)
9. Acrobatica
10. Coccodrillo+Bruco
11. Presentazione finale
Lo spettacolo e´ andato benissimo, ci siamo divertiti un sacco noi stessi. Aquilone ha fatto una mosca-zanzara irresisitibile!
Dopo lo spettacolo ci sono stati balli brasiliani e poi Aquilone ha proposto il gioco delle Meterore, che chi conosce Aquilone sa cos´e´... Lo abbiamo lasciato da solo... (ahahahah!)
Il padre comboniano della parrocchia che si trova qui di fronte é venuto a trovarci per conoscerci.
Nel pomeriggio é venuto anche l´insegnante di Capoeira che ci ha spiegato la storia della Capoeira, nata con la schiavitu´ africana come danza che mascherava un´arte di combattimento. Lui ci racconta che é felice di insegnare questa arte ai bambini perché cosi insegna loro una disciplina che poi li aiutera´ nella vita e inoltre crea aggregazione che pero´ é sana, perche´ legata a disciplina personale.
La prossima settimana faranno un combattimento per noi e poi ha detto che ci dara´ qualche lezione.
Mi sono dimenticata di dirvi che la popolazione dello Stato di Bahia di cui Salvador é la capitale, é completamente nera e porta con se´ i riti africani.
Sono le 22.14 e siamo abbastanza fusi... Gli altri anzi sono gia´ sotto la doccia o a letto e mi aspettano per la condivisione, anche se siamo stanchi non vogliamo perdercela.
Siamo tutti concordi nel ritenere molto utile il confronto di questa mattina con le insegnanti. Ciak dice che non si aspettava che volessero proseguire con le lezioni di italiano.
Siamo contenti del nostro gruppo che e´ molto unito e flessibile e questo ci permette di essere sempre rilassati e di lavorare sereni e divertendoci.
Questo e´ tutto per oggi. A domani! Un abbraccio da
Aureola, Aquilone, Ciak, Conticino, Ermione, Giullare, Maggiolina, Spillo